Un nuovo anno





Il tuo cuore l'ho sentito più forte del mio, a volte premere sul mio ventre, aveva un ritmo preciso, sano, rassicurante, vivo e guizzante.
Il cane femmina cammina con me, il naso schiacciato a terra, annusa ogni minima traccia che io perdo annusando solo l'aria.
I bambini sono grandi nei loro pigiami a righe, hanno confuso le righe allungandosi a forma di piccoli uomini.
I miei capelli crescono senza seguire una linea precisa, vanno ad espandersi lontani dalla testa, una testa di impulsi e spinte, frenate e slanci.
Il mio viso si macchia e si solca, un tempo avevo le guance piene, ora ho questo aspetto triste, lo sguardo mi cade verso il basso.
Il corpo è accartocciato in nodi di dolore che vorrei sbrogliare con tutta la tenerezza possibile, ma non ce l'ho, ed i nodi si accendono di fuoco, urlano, mi impediscono il movimento.
La rabbia per il mio corpo di dolore, nutre il dolore e succhia il corpo, ed il giro riparte.
Un viaggio lento, un viaggio per andare lontano, con le biciclette ed i fiumi, le montagne e l'aria.
I libri, quelli sempre.
La musica, senza mai.
Il cane femmina mi fa tante coccole che mi commuove ed io la stringo come fosse una bambina che mi aspetta.
Ti lascerei le mie vertebre, soffiaci dentro il tuo respiro caldo, guarisci questo blocco, scioglilo come quel cuore profumato che ti ho regalato, abbracciami che poi mi passa tutto.
Per un pò mi passa tutto.
Poi torna, ha varie facce, a volte non ha facce, è solo tempesta.
Il peso del collo certi giorni mi è insopportabile e non so più camminarci.
Il passo inciampa, mi manca l'aria, ho una fame lontana, ho voglia del mio letto.
Il nostro letto avrebbe testiera di libri, i nostri preferiti.
Prenderebbe polvere direbbero tutti.
Noi non lo diremmo e la notte potrei ascoltare la tua voce per trovare pace e dormirci dentro.
Abbandonarmi, inclinare indietro la testa e chiudere gli occhi, lasciarmi portare.Portami.
Stringerti per farti ballare piano, vuoi ascoltare cosa ho da dirti?Avrei così tanto da dirti, ma poi forse vorrei tanto stare zitta finalmente.
Starei con gli anziani, vi farei stare con i vecchi figli miei, per tanto tempo, domandate a loro, domanderei solo a loro.
I miei bambini a forma di uomini mi chiamano ancora tanto, li guardo di notte, li guardo di giorno, li guardo mentre corrono o litigano facendo a botte, botte da maschi, botte da fratelli, si cercano sempre, si dormono addosso.
La montagna bambini, camminate la montagna, nuotate il mare, respirate il vento, la vita è un'altra, non è neanche la scuola dove vi porto ogni giorno, non è la felpa grigia che hanno tutti, non è i voti, la vita è un'altra, vi spingerei a cercarla, mi manca il coraggio.
Ti prenderei per le spalle, con amore , e ti volterei, guardami, voltare contiene la parola volto, guarda il mio, cercaci dentro quello che siamo stati, cercaci in fondo ciò che siamo ora, fra pericoli e minacce, distanze ed incontri impossibili.
Dicono che sia un nuovo anno, ma che significa?

Un nuovo anno è esattamente come ieri, non assomiglia a domani.

Commenti

Emme ha detto…
L’anno nuovo si è aperto con l’interrogativo negativo di sempre: kissiamo? L’anno vecchio si è chiuso con un piccolo bacio insperato, inspirato: un’apostrofo rosa tra le parole “solo questo”.
Essere piantati a Natale, è questo che si dice: fare l’albero? E se davvero siamo figli di Dio, tutti, perché non mettere le luminarie fuori dalla finestra, per dire, il diciotto Marzo?
Delitto d’onore, punizione per chi ha compiuto un delitto d’amore. Ma perché ridurre tutto ad una questione di cornea? Se il sentimento è cristallino, se ci si cattura lo sguardo volante con una retina per farfalle: se tutto ha i colori dell’iride ed il bianco della sclera, ma non il nero, si seppia. Un disegno ad inchiostro venuto male, una brutta china. Un mitile ignoto che risponda “presepe” se scagliato tra pastori adoranti e pecore e lavandaie inorridite. Il vomito della lavandaia. Stare sotto il pesce degli indigenti, la sogliola della povertà. Divorati da una vongola vorace.
Essere travolti dai frutti, in mare aperto (vedi Annegato 1).
Leggere Piccole donne crescono e pensare a nane in sovrannumero.
Avrei voluto suonare al tuo matrimonio. Forse mi avresti aperto.

Buon spirito dei Natali passati
Dal tuo amico di renna

Emme
silvia ha detto…
Ciao amico di renna, penso sempre a Rudolph quando sento nominare questo genere di animale con i palchi.
I palchi mi piacciono molto, sarà per il velde dell'elba.
Leggi e scrivi qui, ma non fare di conto, i conti non tornano mai, sappilo.

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