sabato 7 febbraio 2015

Quando facevo l'amore



Quando facevo l'amore con M. mi sentivo bellissima, lui non mi restituiva mai l'mmagine di un mio difetto, fosse anche uno solo, nonostante se lo trovasse davanti agli occhi o fra le mani, lui non lo vedeva.

Ma io ho la cellulite.

Quando facevo l'amore con D. mi sentivo sempre inadeguata, flaccida, grassoccia, brutta, senza cose piacevoli da mostrare.

Ma io ho dei bellissimi piedi.

Quando facevo l'amore con lui, mi sentivo io, riuscivo a rintracciare il mio odore, a seguire il mio movimento, potevo osservare la linea della mia spalla, riconoscere le mie gambe, sentire le mie labbra.

Facendo l'amore con lui ero semplicemente io.

Con la mia cellulite ed i miei bellissimi piedi.

6 commenti:

dragan99 ha detto...

Magari eri tu a non vedere, a considerare ipovedente chi aveva l incoscienza di considerare i tuoi piedi bellissimi piu importanti della tua innegabile cellulite.M D F G
La scelta obbligata di relegarli ad un iniziale é sintomatica , qualsiasi sentimento li animi, qualsiasi gesto essi compiano non potranno ascriversi un Lui...

silvia ha detto...

Verissimo.scelta consapevole e chiara quel Lui.sacrosanto.
Ma non è andata esattamente così.
Le Iniziali sono una scelta obbligata, causa privacy, non sono neanche reali.
Non è la questione di reputare più importante la bellezza, è non ruscire a vedere tutta me.
Sensazione fortissima.
Dragan, che nome interessante.

Massimo ha detto...

Quando facevo l'amore con E., sentivo un tintinnio celestiale: erano i gettoni del telefono che cadevano dalle tasche dei miei jeans

Quando facevo l'amore con A., mi pervadeva un senso di liberazione: era Radio Londra in sottofondo che annunciava la vittoria alleata

Quando facevo l'amore con C., una parte di lei mi entrava nel sangue, ma purtroppo Jenner non aveva ancora inventato le vaccinazioni

Quando facevo l'amore con T., mi sentivo stregato: ho dovuto denunciarla alla Santa Inquisizione

Quando facevo l'amore con M., galeotto fu il libro: De Bello Gallico, prima edizione.

Quando facevo l'amore con S., era tutto un gioco di luci ed ombre: la luce delle torce che illuminava le pitture rupestri.

Quando facevo l'amore con L., "Amore, cos'è stato quel botto?". "Niente cara, era solo il Big Bang"


Quando farò l'Amore con S., sarà la fine del mondo.

silvia ha detto...

Bum.

Massimo ha detto...

Bum a chi?

Se è un'esclamazione ("bum!")che sottindende che millanto qualità amatorie al di sopra delle mie reali capacità, allora mi dichiaro ufficialmente offeso.

Se è termine importato dall'inglese, allora ha il significato di persona inconcludente, incompetente, priva di slanci ed ambizioni, pigra. E non mi sembra dovrei prenderla meglio.

Curiosamente, "bum" in inglese significa sia "culo" che "rotto", quindi unica mia consolazione è che non mi hai scritto "bum bum".

Se invece il termine si riferisce al rumore associabile alla fine del mondo, sono costretto a correggerti.
Tra cinque miliardi di anni, (minuto più minuto meno, verosimilmente un lunedi mattina presto), il sole dopo avere esaurito l'idrogeno si espanderà a gigante rossa, fino a comprendere in esso la Terra. Il risultato sarà che il nostro pianeta evaporerà come un fiocco di neve sulle braci. Più un "piff" che un "bum", insomma.
Certo, per allora la tua cellulite potrebbe esssere appena appena più evidenziabile, e i tuoi piedi meno perfetti, ma anche io verosimilmente potrei mostrare qualche impercettibile defaillance.
Resta da stabilire, assunta la fine del mondo come metafora del nostro incontro, chi dei due debba essere il sole e chi il fiocco di neve, ma considerando che non sono un tipo affatto...espansivo, beh...

silvia ha detto...

Bum, onomatopea di battito del cuore, emozione, sorpresa.
Bum, uno sparo nel petto ma piacevole.
Hai dimenticato il suono piccolo e ripetuto del cuore?

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