lunedì 12 maggio 2014

Le scarpe nuove e l'aereo




Quando compro delle scarpe, le indosso subito.
Lo facevo con le ballerine lucide da bambina, l'ho fatto con le scarpe da ginnastica da ragazza, lo faccio ora con i tacchi da donna e magari lo farò con le calzature ortopediche da vecchia.
Le scarpe nuove mi fanno venire l'acquolina alla bocca, finchè potrò comprare un paio di calzature intonse ed appena scelte, tutta questa storia del vivere mi sembrerà più sopportabile.
Non prendo mai la scatola delle scarpe fra le mani per portarla mestamente a casa, non la ripongo nell'armadio, non vado ad aprirla per guardare le scarpe nuove di tanto in tanto.

Non continuo ad indossare quelle vecchie aspettando che si facciano ancora più vecchie.
Non mi è mai capitato di acquistare e venerare un oggetto, non voglio guardarlo, voglio indossarlo, usarlo, consumarlo, viverlo, starci dentro.

E adesso vorrei fare un viaggio perchè non ne faccio uno da troppo tempo, non tanto per la voglia di scoprire nuovi luoghi, incontrare gente diversa, respirare un'altra aria, quanto per la possibilità di mettere il mio cellulare in "modalità aereo" e scoprire cosa diamine sia.

4 commenti:

Massimo ha detto...

Sempre a parlare di scarpe le logo-piediste...
Lascia ti dia alcuni consigli e qualche paragone...calzante.

Le scarpe belle si vendono al paio, se invece al negozio prendi una fregatura la scarpa è una sola.
Se qualcuno cerca di farti le scarpe non sono i tuoi piedi l'organo più a rischio.
Se un fisico nega la teoria delle stringhe può sempre ripiegare su comodi mokassini, macchiati caldi se sei uno sbrodolone.
I maschi degli zoccoli sono ai tuoi piedi, le loro femmine sul raccordo anulare.

Abbi scarpe per ogni occasione:
Con i figli indossa le ballerine, che dai tempi della Milano da bere vanno sempre bene con i nani.
I tacchi a spillo stanno bene soprattutto alle bambole vodoo.
Per l'autostima indossa sempre stivali, e ripetiti: io stivalgo!
E stivali, se proprio non stanno nel bagaglio a mano.
Pan-toffolette per tutti i momenti di relax gustando marshmallows.

E ricorda:
dalla lettera di San Daletto ai francescani infradito:
"ciò che non ciabatte ci fortifica!"

Scarpe diem.



silvia ha detto...

Massimo tu sei qualcosa, una gran quantità di cose, tutte belle.
Io non ho parole anzi ce l'ho ma sarei inopportuna.
Je t'aime.

Massimo ha detto...

...moi non plus, ribatterebbe Serge Gainsboug (o Jane Birkin, non ricordo), ma non sarebbe vero.

E pensare che non ti avevo ancora spiegato la modalità aereo:
è quella particolare capacità che ha il tuo smartphone, una volta sfuggitoti di mano, di finire, in probabilità esponenziale:
A) Di spigolo sul marmo
B) Un millimetro dopo che è finito il tappeto
C) Nella tazza del cesso dell'aeroporto
D)Tra i piedi di un pensionato scozzese in kilt e senza mutande, in modalità scatto ripetuto/invia alla rubrica intera
E) in una pozzanghera prodotta da un alano in terapia diuretica
F) in grembo al collega lascivo che ti invita a riprendertelo frugando tra le pence dei suoi pantaloni di gabardine
G) Tutte le precedenti

PS sono incasinatissimo e senza tempo libero e sto trascurando The Book, ma non per sempre! Continua pure ad amarmi nel frattempo se non ti dispiace.

silvia ha detto...

Continuerò ad amarti fortissimo, è una delle cose che mi riesce più facile da un pò di tempo a questa parte.

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