martedì 9 aprile 2013

Stai a vedere...

Stai a vedere che... Sbirciando nella mia borsa e scorgendo semini di anice confettati, caramelle alla cannella, pesciolini di liquirizia, assorbenti ultra con ali stroboscopiche, profumino in miniatura, le ghiande ed i fiori raccolti per me dai miei bambini, un'agenda con le ricette del mondo, un moleskine per acchiappare al volo i miei pensieri scritti anche al semaforo, un calzino appallottolato, una crema per le mani che non ricordo mai di mettere, un gastroprotettore molle, un gastroprotettore rigido, e salendo più su con lo sguardo,fino ad incontrare il mio corpo, le ginocchia tonde e grandi, le caviglie troppo poco sottili, una pancia che ha tenuto dentro tre bambini e che ne ha fatti nascere solo due, un seno che ha allattato con immenso piacere i suoi cuccioli mammiferi, delle mani lunghe da pianista che non sanno comporre neanche una scala sui tasti bianchi e neri, un dente completamente sfuggito all'ordine delle cose, una tiroide matta che si autodistrugge per antipatia epidermica, un intestino più sensibile del cervello, l'anello con quattro pietruzze che poi saremmo noi quattro, la mia famiglia, un ciondolo con una specie di sassolino pescato con le mani in Corsica e montato in un cerchietto d'oro, io che odio l'oro ma questo ciondolo non l'ho tolto mai. E poi continuare con gli occhi a seguire il flusso del mio sguardo che svalica i confini fisici e guarda le mie fragilità, le mie paure, le mie fughe, i difetti, la rabbia, il non detto, ciò che ho detto, quello che ho solo scritto, il cassetto con i miei segreti, le mutandine nuove, il cd con la voce del mare e degli uccellini sopra al comodino, la pila di libri che non mi saziano mai, un piacere immenso, molto più intenso di quando ero ragazza, nell'incontrare un'amica, nell'abbracciarla e nel godermi una giornata con lei. Il piacere delle piccole che cose che è più forte di sempre, un morso di sole al quale porgo il collo e dal quale mi lascio inglobare senza difese, la paura che aumenta ed aumentando diminuisce perchè la conosco, la chiamo per nome. Il sesso che conosco sempre di più e dal quale riesco a prendermi tutto ciò che mi piace, che mi fa sentire viva, bella, amata. Cantare sul pullman quando andavo in gita e non dormivo la sera prima, la voglia matta di stare con i miei genitori e vederli passeggiare tranquilli con il loro cane, mangiare un panino ai cereali riscaldato sul termosifone ed ascoltare la mia collega che ha sempre mille racconti da fare e sanno di Africa, Turchia, Grecia, Germania, sanno del mondo e della solitudine che un vero viaggio dovrebbe contenere, mondo e solitudine. Il ricordo, l'odore, le tracce della mia vita finora, da ripercorrere con un dito sulla mia pelle,i dolori, le malattie affrontate e sputate via, le torte che sforno, le cene che preparo, l'affetto molesto che provo sincero per quelli che mi sono vicino, forse sempre meno persone, forse migliori. Le mie mani da pianista che non hanno mai suonato ma che hanno accarezzato senza paura, massaggiato, afferrato e difeso, il mio ringhiare sopra i denti di notte perchè di giorno non ringhio mai, le vasche mangiate a dorso quando avevo paura di battere la testa sul bordo, il giorno della gara quando mi sono messa sul podio mentre gli altri ancora nuotavano, antipatica e spocchiosa, le anatre gialle, i conigli, i pesciolini, le cavie peruviane che ho avuto in sostituzione di un cane che ho sempre sognato, le copertine che non sono riuscita a cucire per i miei figli nonostante il pancione, i ferri, la lana e la sedia a dondolo. I viaggi che non ho fatto, le città che non ho annusato, i treni sui quali non sono salita, le nuvole sulle quali non ho volato, i pic nic con la tovaglia ed il caffè caldo nel thermos, i giorni di malattia, i giorni di ferie, il campeggio in discesa e le risate matte, con gli zaini sulla spalla ed il monte Bianco tutto dentro agli occhi, le curve di questa montagna che strabordano dalle pupille, il tramonto che ci sbatteva sopra ed illuminava di rosa tutta la nostra lunga sera, i rotoli fatti a danza e le prese con i ballerini che allora si, che mi sembrava di volare. I diari gonfi, il punteruolo dell'asilo, il pongo per farmi smettere di piangere quando mi mancava mamma, ma io non smettevo, mi mancava mamma, mica il pongo. Mia sorella con il frappè alla banana e la cannuccia davanti al lago, lo schiaffo che ha preso perchè nella fotografia sembrava fumasse una canna ed invece era proprio una canna credo. I miei nipoti, i loro vestitini, l'odore dei bambini ed il seggiolone dentro casa che a turno si sono passati. I matrimoni dei cugini ed io che non mi sono mai sposata, la musica che ho voglia di raccogliere e racchiudere ed ascoltare per capire bene chi sono. I "benvenuto" che ho sussurrato ai miei figli appena me li hanno messi sulla pancia improvvisamente vuota e la mia vita improvvisamente piena. I maglioni infeltriti, le scarpe buttate, chissà quante ne ho avute, le calze che ho sfilato, le unghie che ho tagliato, i capelli che ho tinto, i rossetti che ho baciato sui miei amori. Gli occhi dentro ai quali ho guardato, occhi di alcuni bambini che non sanno guardare negli occhi, le loro prime parole, dette proprio a me, le canzoncine per dondolarli sulle gambe. Un giorno lessi su un'agendina di mia madre direttamente dalla sua grafia piccola e precisa:"le cose importanti sono state fatte". Quel giorno pensai che non fosse giusto, che lei avesse ancora mille cose importanti da fare. Oggi penso che non c'è un tempo giusto per morire, che ci sarà sempre qualcosa che dovrai interrompere e che avresti voluto finire di fare, facce che avresti voluto rivedere, parole d'amore che non avrai fatto in tempo a dire, piatti che non hai ancora assaggiato, film che non hai visto e musiche che non hai ascoltato. Non c'è un tempo giusto per morire, ma uno giusto per vivere. Oggi penso che:"stai a vedere che aveva ragione mia madre". Le cose importanti sono state fatte.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Avere il privilegio di "annusare" questa intimita' morbida mi intimidisce e mi inorgoglisce. Scrivi a colori, le parole profumano di buono... Sono davvero felice di aver condiviso un pezzetto di questa vita strampalata...

silvia ha detto...

Oh signore, confessa subito la tua identità,subito.
Inizia un nuovo mistero?
Sto' blog mi sta dando tante soddisfazioni.

Sabrina ha detto...

Scusami, am a me esce solo un prosiaco "hai due figli piccoli, di cose importanti ne hai ancora tantissime da fare". Ti auguro che siano tutte lievi e felici

silvia ha detto...

Sab, sei tornata che bello annusavo l'aria in cerca del tuo commento.
Certo che è così, non ho mai avuto tanta voglia di vivere come ora, non è un inno alla morte anzi.
Bentornata...

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