giovedì 5 aprile 2012

La cucina di Santina




In cucina da Santina, c'è quasi sempre il sole, è tutto ordinato e pulito, c'è un tavolino sul quale avvengono svariate attività, ed una vista a strapiombo sui pini.
In cucina da Santina si fanno colazioni di cappuccini con la schiuma, di pietanze stagionali:panettoni, colombe, castagnole, cartellate fritte, ciambelloni senza lievito, caffè ristretti,cornetti del forno,tisane depurative.
In cucina di Santina si fanno pasti anch'essi stagionali, a base di formaggio calabro e soppressata pizzitana, insalate in busta, pasta poco cotta e per lo più senza sale, polenta con le spuntature, insalate di riso e capresi a non finire.
Nella cucina di Santina, gli avventori variano senza preavviso da un numero minimo di quattro ad un numero compreso tra il 20 ed il 30.
In cucina da Santina si accumulano amici, vicini di casa, poveri e reietti, estetiste che ricostruiscono le unghie con il gel, madri quasi partorienti che si fanno la ceretta all'inguine, anziane che si misurano la pressione, donne con le contrazioni od il vomito gravidico, ragazze che si fanno massaggiare la cellulite, venditrici di trucchi e pentole con fondo alto un centimetro.
In cucina da Santina si parla, ci si confessa, si ride e si piange come fontane, si studia per l'università e si vede peppa pig.
La cucina di Santina apre all'alba e chiude a tarda notte, non ci sono limiti precisi, si può arrivare senza avvisare e trovare accoglienza come nel migliore degli alberghi di lusso.
Nella cucina di Santina si decidono matrimoni ed organizzano funerali, si praticano endovena e rianimazioni bocca a bocca, si improvvisano balletti estivi e prove costume.
Nella cucina di Santina si avvicendano storie, intersecano destini, e nascono storie d'amore.
Nella cucina di Santina si somministrano vitamine, integratori brucia-grassi, provette per l'urinocoltura, shampoo anti-forfora e consigli bislacchi.
A volte, a metà pomeriggio, con una stanchezza inenarrabile sulle spalle, agli inizi di Aprile, la cucina di Santina, ti appare come un miraggio che vorresti raggiungere per trovare il conforto ed il coraggio di cambiare che ora ti servirebbero come l'aria.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

dove si trova questo toccasana??? SALUTI PASQUALI lu

silvia ha detto...

Semplice: a tor tre teste roma.
tanti auguri anche a te carissimamente lettrice devota e montanara.
Bacio pasquale

Anonimo ha detto...

MONTANARA????????????PERCHè, non mi risulta baci lu

Sabrina ha detto...

Che bello sapere che esistono ancora certe cucine...un rimpianto che ho spesso, è che qui in Friuli, terra con un passato di atavica fame e miseria alle spalle, appena è giunta un po' di modernità (e ci è costata un terremoto e mille morti) si è fatto un reset totale del passato, perchè il passato portava solo brutti ricordi di stenti ed emigrazione. Non ne posso fare una colpa a nessuno, qualunque comunità che avesse subìto l'ultima invasione barbarica nel 1499, avesse avuto per secoli i paesi fatti solo di donne sfigurate dalla fatica e vecchi accecati dalla superstizione, con i giovani e i padri di famiglia in giro per il mondo a procacciarsi il pane amaro dell'emigrato, avrebbe fatto lo stesso.
Ma, ecco, invidio a voi "centrali" nel senso di residenti in centro Italia, queste memorie storiche viventi, queste Santine che hanno conservato intatta la loro cucina e il senso dell'accoglienza, questo non aver avuto un rigetto totale verso le tradizioni e le cose che sanno "di una volta", le chiacchere di paese, il tempo "perso".
Vorrei poter avere anch'io la possibilità di riandare col pensiero in un posto rassicurante che ti fa sorridere al solo pensarci, dove c'è qualcuno che ti accoglie con un sorriso a qualunque ora e in qualunque numero di persone ti presenti. Sappi che è un privilegio che non è dato a tutti di godere, e ti auguro di strappare il tempo di una visita alla tua vita frenetica, magari il miracolo avverrà proprio in queste vacanze di Pasqua....
Buone feste

silvia ha detto...

il miracolo cara Sab avviene quasi tutti i giorni, o almeno una volta alla setimana, è questo il bello e raro potere di tale cucina, è sempre aperta ed accoglie me e la mia famiglia sempre.
Nonostante sotto la cucina scorra frenetica la vita metropolitana, lì sopra si và in stand-by.
Cara Lu, pardon, commentando dal cell. e non vedendo una beneamata cippa lippa, ho creduto di leggere LA FIRMA DI Sab o forse ho distrattamente dato per scontato che fosse lei, la firulana montanara, che di solita commenta i miei post con una puntualità spaventosa, e stavolta, anche raccontandoci molto dela sua terra, anche se doloroso.
Vi voglio bene montanare e non, ma parecchio sà?

Sabrina ha detto...

Veramente io sono di pianura...solo che ho una stalla ristrutturata alla bell'e meglio in montagna, ecco... ti commento con puntualità perchè il tuo blog è una delle piccole gioie quotidiane, come il caffè dopo pranzo o il bacio prima di uscire, o la favola della buonanotte a Francesco...una bella abitudine, insomma, che se salto un giorno, mi manca.E sono felice che tra le TUE belle abitudini ci siano le visite settimanali a Tor tre teste.
Se ti capita di vedere un vecchio film che si chiama Maria Zeff...ecco, quella è l'anima del Friuli.

Saluti notturni

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