Il filo

Sono stanca. Sono molto stanca. Ogni mattina all'alba sento di non farcela, ed ogni mattina mi vesto, scendo, comincio, un pezzetto alla volta, comincio di nuovo. Ma poi non ho cominciato mai davvero. Ogni giorno il filo che mi tiene in piedi mi appare più sottile, più fragile. Ogni giorno mi prendo la nuca fra le mani e la lascio sdraiare su un cuscino, può essere un semaforo, un caffè, tre minuti senza mascherina fuori fra gli alberi, un finestrino aperto, un pezzo di vento, il bruciante rosso di un tramonto che sfilaccia nuvole sempre più in la'. Mi sento vibrare ad ogni ora del giorno e non vedo l'ora di fermarmi nel sonno, dormirei e sognerei e dormirei per non tornare a vibrare non appena aperti gli occhi. Sono superflua e lontana, inconsistente, irraggiungibile, non sono reale come nessuna. Chiuderei. Non ho voglia di aprire, prendo sempre troppo freddo. Non mi va di passeggiare a petto aperto, mi viene sempre la tosse e mi scotta l'aria in bocca. Mi ferisce l...