La Mora in:"Delle cicale,delle stelle cadenti e dei temporali estivi..."

Non pensavo sarebbe potuto succedere,ma mi trovo ad una scrivania antica,di legno scuro,con un portatile illuminato davanti alla mia faccia,sotto ad un abat-jour da pianoforte,un temporale estivo con tutti i crismi, fuori dalle finestre che mi circondano,in piena terra Sabina e... scrivo. Non credo potrei desiderare di più. Mi sento molto Erri De Luca,baffi a parte,lui,una penna vibrante che respira. Ebbene,come ricapitolare questi giorni di vacanza ormai agli sgoccioli se non raccontando delle notti silenziose di gente ma zeppe di cicale,passate a fiutare stelle cadenti con Giacomo e Marco,sdraiati sull'erba fresca,dei tramonti grassi gustati con il costume ancora bagnato di piscina azzurra e deserta,i capelli gocciolanti ed un profondo senso di pace,sparso fra la pancia e la pelle,delle cene preparate nel piccolo cucinino dell'agriturismo e condivise con tutti gli altri abitanti degli appartamenti,lingue diverse che si arrotolavano sull'amatriciana ed un dolce tipico rome...