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Un nuovo anno

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Il tuo cuore l'ho sentito più forte del mio, a volte premere sul mio ventre, aveva un ritmo preciso, sano, rassicurante, vivo e guizzante. Il cane femmina cammina con me, il naso schiacciato a terra, annusa ogni minima traccia che io perdo annusando solo l'aria. I bambini sono grandi nei loro pigiami a righe, hanno confuso le righe allungandosi a forma di piccoli uomini. I miei capelli crescono senza seguire una linea precisa, vanno ad espandersi lontani dalla testa, una testa di impulsi e spinte, frenate e slanci. Il mio viso si macchia e si solca, un tempo avevo le guance piene, ora ho questo aspetto triste, lo sguardo mi cade verso il basso. Il corpo è accartocciato in nodi di dolore che vorrei sbrogliare con tutta la tenerezza possibile, ma non ce l'ho, ed i nodi si accendono di fuoco, urlano, mi impediscono il movimento. La rabbia per il mio corpo di dolore, nutre il dolore e succhia il corpo, ed il giro riparte. Un viaggio lento, un viaggio per andare lonta...

Fosse per me

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Fosse per me spegnerei tutte le luci, chiuderei la porta ed andrei lontano. Fosse per me raggiungerei un posto praticamente deserto, silenzioso, un luogo con il cielo pulito, con le persone che lo abitano da sempre, sincere e schiette. Fosse per me non vorrei sentire nè vedere i fuochi d'artificio, smetterei di ricevere video e foto piene di auguri e bottiglie di spumante, indosserei un jeans ed un paio di scarpe calde e comode e camminerei, soffiando fuori di me l'aria fredda. Fosse per me ti preparerei una minestra, ti verserei del vino rosso, abbrustolirei del pane nel grande camino, passerei ore ad ascoltare le tue storie ed a raccontarti le mie, fosse per me porterei i miei figli in montagna, fra le mucche e l'erba, le rocce ed i ruscelli, proietterei i super otto di quando eravamo bambini noi e comincerei a narrare le storie di una volta. Se fosse per me rallenterei ogni corsa dell'anno che sta finendo, per rivedere ciò che è successo e capire come mi sono ...

Negli occhi

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Nei propri occhi custodiva tutto di loro, i ricordi, le immagini vivide delle carezze che si erano scambiati, dei sorrisi e delle confidenze. Negli occhi di lei c'era tutto di loro, i movimenti, i gesti, le sorprese, le attese, i loro corpi intrecciati. Lei viveva, passeggiava, assaggiava, lavorava, guidava, sempre tenendo loro due impressi negli occhi. Talvolta aveva la netta impressione che gli altri se ne sarebbero accorti, che avrebbero visto ciò che lei vedeva. Il Natale stava già sfumando, ed i suoi desideri restavano come sospesi, ne aveva tanti, erano davvero belli, ma tutti legati a lui, alla sua presenza, alle sue mani, al suo modo di guardare il mondo, al suo modo di raccontarlo a lei. Non prendeva un pezzo di cioccolato senza desiderare di imboccargliene un quadrato, non si addormentava senza pensare a lui, non dormiva senza sognarlo, non poteva immaginare di partire senza averlo accanto, senza che lui scegliesse il posto, il percorso, senza vederlo mentre l'...

Loro due

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Ci sono incontri leali, completi, pieni, sufficienti a sè stessi. Ci sono persone che quando si trovano vicine non hanno bisogno di niente e sanno raccontarsi, toccarsi, dirsi la verità. Ci sono uomini e donne che si vedono e sono in grado di stare insieme, senza complicazioni, come spinti da un'onda naturale e giusta. Ci sono ore rubate che qualcuno sa riempire di carezze, piacere, abbracci e sguardi che parlano più di tutto. Sono rare possibilità, incredibili occasioni alle quali non si riesce a rinunciare neanche ad imporselo. Ci sono individui che possono scegliere proprio il regalo che l'altro aveva chiuso nel cuore, che sanno intercettarne le espressioni e gli stati d'animo, ci sono esseri umani che sanno pensarsi e prendersi cura a vicenda, senza paura e senza barriere. Ci sono persone che viaggiano insieme ma dovunque si trovino, non sanno far altro che starsi accanto. Ci sono persone che in qualsiasi posto si trovino, riescono a sentirsi a casa, che sono ...

Come si fa?

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Come si fa a non morire di realtà? Come si fa a sopravvivere ai giorni di sempre? Dimmelo tu occhi profondi, compagno di scuola di mille anni fa. Come si può alzarsi ogni giorno e ricominciare ancora? Dimmelo ragazzo bello, spiegamelo tu che possedevi gli occhi più curiosi ed attenti che abbia incontrato da giovane, quando immersa nelle mie contrazioni nodose, nelle mie complicazioni quotidiane, ti vedevo fra i banchi, anche tu non sazio, non pago, eppure gaio, eppure bello. Come si può fingere di abituarsi a tanto dolore, alla solitudine di questi tempi, agli scambi su uno schermo senza abbracciarsi mai davvero? Dimmelo vecchio amico sagace, quanto conforto riuscivano a darti i tuoi gatti, e quei tuoi guantoni sdruciti, e quella divisa con le mostrine? Quanto ti sentivi libero mentre giocavi a pallone con i ragazzi di sempre e sudavi e correvi? Quanto questa città ti piaceva davvero e dove hai messo i tuoi sogni più profondi? Come si fa ragazzo bello ad abitare certe vite ...

Certe volte quattro anni dopo

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Certe volte mi chiedo come si possa ridere insieme con il cuore e restare sopra la tua pancia e poi lasciarti andare via. Certe mattine mi chiedo come tu possa aver dormito senza i miei capelli sulla tua spalla, dilaganti sul tuo collo, senza esserti svegliato nel cuore della notte solo per stringermi. Certe volte mi chiedo come si possa vivere senza che tu mi prenda la testa e me l'avvicini al tuo cuore dicendomi "senti come batto". Certe volte mi chiedo come si possa uscire dal lavoro, nel buio di una nuova stagione fredda, e non trovarti vicino alla mia macchina per poterti finalmente abbracciare. Certe volte mi chiedo dove sia l'odore del tuo ventre e perchè non possa respirarlo quando mi va. Certe volte mi chiedo da quanto non ci vediamo che mi sembra un tempo infinito. Certe volte, insieme, penso che ormai manca pochissimo e non saremo più insieme. Certe volte vorrei risalire su quel treno per rubare quel tempo sospeso, itinerante, tutto nostro, quando...

E' tutto sbagliato

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Abbracciati in un letto piccolo sei rimasto dentro me in una spremitura d'amore e respiri. Mi hanno investita tutte le sensazioni possibili, il terrore mi ha afferrato le caviglie, ho rivisto, rivissuto, immaginato, ho tremato. Mi sono trovata spesso a nuotare contro corrente, talvolta è stato inebriante, altre volte così stancante da mozzare le gambe. I piccioni ci stavano intorno affamati ed i miei seni erano tesi e caldissimi, pieni di cosa, tappeto di foglie arancioni intorno. E' arrivato persino il calore di quella cosa che conosco tanto bene come aspettare, ma è tutto al rovescio, tutto sbagliato, non posso prendermelo quel calore, non ne ho diritto nè possibilità, non è mio. Lontana da casa, lontana da loro, il treno corre così veloce che mi succhia la forza, mi sfila l'equilibrio, mi fa traballare i piedi e gli occhi. La sorpresa della bellezza, la carezza dolce che sai farmi, le scale di moquette, perdersi, ritrovare la strada. L'odore dell'acqua ...