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Quando lui arrivava

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Lui arrivava sempre senza preavviso, lei iniziava a sentire il soffio della sua voce, una specie di soffio coperto di miele, aveva sempre un tono basso, placido, eppure parlava fitto fitto. A quel punto, qualunque cosa lei stesse facendo, qualsiasi cosa si fosse ripromessa di non fare l'ultima volta,si sentiva rimescolare. Il viso avvampava, le orecchie si facevano calde, diventava irrequieta, iniziava a muoversi. La cosa che le faceva più rabbia era che si confondeva, d'un tratto si confondeva tutta, faceva fatica a rimanere concentrata su un qualsiasi stupido compito, invertiva l'ordine alfabetico delle cartelle, mischiava le fotocopie, smarriva indirizzi e numeri. Questa confusione la riempiva di rabbia, il fatto di non essere affatto in grado di controllarla, di non poter continuare a nuotare dritta dentro al mare che le si increspava all'improvviso, la faceva vacillare ancora di più. Rabbia e confusione la venivano a scuotere dentro al silenzio del suo lavor...

Le sue cicatrici

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Lei non voleva più cose romantiche, fiori, atmosfere, abiti eleganti, cene, lei cercava l'incontro. Cercava in ogni incontro un incontro. Non sentiva il fremito della speranza che questa fosse la volta buona, la premura dei progetti, la spinta del desiderio di essere finalmente accanto all'anima gemella, cercava proprio lo scambio, la vicinanza, la complicità, due esseri umani a confronto, vicini, disponibili ad esserci in quel momento, uno per l'altro. Lei era cresciuta, un pò invecchiata ovunque, credeva nella possibilità di incontrarsi,di avere un senso per qualcun'altro, di poter entrare in macchina, sentire una fitta di nostalgia, un movimento interno grazie al quale lo avrebbe cercato, chiamato, rivisto. Quello significava ora stare insieme per lei, sentire la sua mancanza, la mancanza di loro due, della forza sublime del loro incontro segreto, del sussurrarsi piano sulle bocche mentre il mondo fuori continuava a sbranare, ad urlare, a rincorrere. Improvvisa...

Ti ho sentita

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E' successo oggi, come sempre d'improvviso, quando non me l'aspettavo. Ho visto quella tua luce che sottolineava ogni profilo, che segnava ogni piccola curva, illuminava venature e svelava trasparenze. Ho annusato strisce di aria che sapevano di te in maniera inconfondibile. Eri dentro ai suoni appena percettibili, un andare e venire frullante di ali e cinguetii, un rimestio sommesso, un sottile brulicare. Eri sopra ai miei passi veloci, eri onde nere vorticose sincrone e perfette, disegni sempre diversi fatti di puntini scuri e palpitanti, coreografie da incantarsi e rimanere con la testa rovesciata indietro per osservarle. Eri dentro ad una striscia rossa di sole che ha indugiato più a lungo sopra ai palazzi, sulle teste dei bambini all'uscita di scuola, accendendo nuvole dense. Eri nascosta nel giaccone che ho lasciato sul sedile della macchina perché il giorno era tiepido come una carezza e me la voleva prendere tutta questa carezza che tornava da me dopo mes...

Opposti

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Quando faccio tre giri di quartiere per cercare il parcheggio sotto casa poichè ho la macchina carica di figli e zaini con peso specifico che sfiora la tonnellata, buste della spesa in fibra di mais scoppiato a vapore,computer pesante-sega capsula omerale,10 kg.di patate di Avezzano in offerta,libri in multistrato di faggio e per giunta piove a dirotto, quando alla fine mi arrendo, parcheggio lontanissimo, mi carico come un mulo, brancolo senza equilibrio tentando di tenere per mano i miei bambini, arrivo sotto casa, ma proprio sotto casa, con il fiatone, le fitte dolorose che si rincorrono su tutta la colonna vertebrale, le buste già slabbrate, il contenuto ad un passo dall'asfalto... e lui o lei, con la faccia beata e non curante, esce placidamente dal parcheggio più vicino al cancello d'entrata di casa nostra, lasciando un vuoto immenso. Quando è venerdì mattina, ho già portato i miei bambini a scuola, la casa è silenziosa e tiepida, quando preparo il caffè, monto la schi...

Un nuovo anno

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Il nuovo anno. 2016, non significa ancora niente questo numero per me. Anche l'anno scorso a quest'ora,il 2015 era un numero che significava poco o niente nella mia vita. Ora il 2015 è un numero pieno di cose accadute, giorni dimenticati per intero, ore ed ore di lavoro che si sono susseguite, caffè bevuti a metà, mal di testa di cui non sono rimaste tracce nelle fibre del dolore, sogni e notti senza pace, parole, scuse, bugie, paure, a tratti terrore, sale operatorie e cicatrici nodose. Dodici rate di mutuo pagate facendo continue acrobazie, bollette del gas ed una casa in montagna per vivere un'estate caldissima e complicata. Il 2015 è stato lungo un anno e pesavamo quella cifra di chili lì noi quattro tutti, lo scorso anno avevate sei e dieci anni voi, ed io 40 per la prima volta, nel 2015 ho avuto quarant'anni e non è stato tanto diverso da averne avuti 36.O forse si a pensarci bene. I capelli sono cresciuti, e le mani hanno una macchia scura in più. Il 201...

Nei pensieri no

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Se ti penso sento un colpo nello stomaco, vicino al cuore, accanto alla pancia, sotto la pelle. Se ripercorro noi è come un tuffo, senza fiato. Se ti immagino, mi manchi sopra alla pelle, in mezzo alle ossa, fra i denti, sulla lingua. Se mi lascio andare ai ricordi, mi manchi nelle orecchie, nel naso, nel microscopico mondo delle sue cellule olfattive, mi manchi nelle pupille che non ti vedono, nelle mani che non ti sfiorano, nelle braccia che non ti stringono. Manchi nella mia voce che non ti racconta, nei miei capelli che non ti cadono sul ventre, nelle mie gambe che non si schiudono per accoglierti, mi manchi nei gesti che vorrei mostrarti e nel fiato che vorrei farti respirare mentre respiro te. Però non mi manchi nei pensieri, lì è pieno zeppo di te.

Paura

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Tocco il tuo petto agitato, ci sento dentro il battito accelerato del tuo cuore, hai il viso contratto, mi tendi la mano. Da un pò di tempo hai paura. Sei ancora così piccolo quando ti tengo vicino, sei già grande quando ti guardo girare per il mondo. Ti capita di tremare qualche sera, per questo ti abbraccio piano e ti massaggio, non per bloccarti ma per calmare l'onda della paura che finora non conoscevi. Per prendere fra le mani la tua paura, ti tocco, e faccio cerchi sulla tua pelle morbida e calda di bimbo. Il mio bimbo. I sussulti della vita ti scuotono, spingi per allontanarti un pò, ti riavvicini per farti proteggere ancora. Mi guardi, mi chiedi aiuto, ti rannicchi. Sono lì con te e cerco di farti guardare in faccia la paura che non conoscevi finora, sono vicino a te per sussurrarti piano poche parole. Respira, ti dico. Prendi aria dal naso e sputala dalla bocca amore mio.Ti ripeto. E' sempre buio quando succede, ed il tuo corpo sussulta un pò. Sento i tuo...