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Adriatico

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Sull'Adriatico ci sono case a due passi dal mare. Sull'Adriatico ci sono spiagge lunghe, larghe, comode e piene di sabbia leggerissima. Sull'Adriatico, da bambini, ci siamo stati più o meno tutti e tornare con i propri figli, fà un certo effetto. Sull'Adriatico ci sono i pescherecci che rientrano dopo l'alba, carichi di frutti di mare e vongole e telline. Qui, i bambini si divertono come pazzi, fanno amicizia sotto agli ombrelloni, scavano buche, giocano con le biglie dei ciclisti prendendoli a schiccere nei cunicoli di sabbia, qui i bambini fanno avanti ed indietro con i secchielli, hanno la schiena piena di crema solare protezione totale e nuotano, nuotano, si asciugano e nuotano. Qui c'è il lungomare dove passeggiare la sera vestiti bene, pettinati e sempre più abbronzati. Qui, le estetiste abruzzesi fanno lavori perfetti e molto dolorosi, dei quali vai segretamente fierissima. Qui ci sono i pianobar che suonano la musica leggera ma proprio leggerissima,...

Invece si

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Una mia cara amica, mi sussurrava stanca di tutte le delusioni ricevute dall'amore, dagli uomini, dalle relazioni naufragate:"io ho chiuso, basta, non ne ho più voglia,davvero, neanche morta ci riproverei, con l'amore basta davvero". Io le rispondevo storta sulla panchina sbeccata "già". Poi sono andata via, entrata in macchina ed ho pensato. Giudando ho continuato a pensare, tanto guidare è un'attività sottocorticale me lo ha spiegato il mio amato neuropsichiatra professore eccelso Pierro Marcello Mario, perciò pensavo. Prima di tutto pensavo che Marcello Mario non sarebbe dovuto morire, che ci sono tanti professori da dimenticare, gente mediocre, triste, spenta, viscida, insulsa, mentre Marcello Mario era il professore, lo seguivo in tutte le aule dove andasse a parlare, lui era lo scoppio di sinapsi che mi si accendeva non appena apriva bocca e muoveva le grandi manone generose. No, lui avrebbe dovuto continuare ad insegnare ed io lo avrei seguit...

Io già da piccola...

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Io già da piccola avevo dei sospetti. Io già da piccola avevo intuito che sotto c'era una magagna, ma grossa eh. Io già da piccola non è che mi fidassi di questa gran figata che è la vita. A meno di due anni mia madre racconta che dissi al mio risveglio da un pisolino pomeridiano:"la vita, sempre uguale, buongiorno buonasera, buongiorno buonasera che noia". Io già a sei anni avevo elaborato la teoria del dolore:"non c'è un giorno senza che ci faccia male qualcosa, un'unghia, la pancia, l'occhio, un dispiacere". Si, una strana teoria per una bambina piccola ma questa ero io. Io già da piccola un pò di dubbio me lo lasciavo strisciare addosso, notte e giorno. Non sarà che è troppo dura? Non sarà che magari questo è un gioco più grande di noi? Non è che và a finire male e la magia si spezza? Non sarà che tutto questo che ci sfila intorno:nonno che prima era in poltrona a farmi sedia sediola e poi non c'è più e non potrò mai più vederlo ed è vol...

Estate, limonate e zanzare, nessun progetto

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Capita anche quest'anno, avevo giurato che non sarebbe capitato, ma si sà, i giuramenti lasciano il tempo che trovano, in questo caso hanno trovato un anno tondo tondo davanti. Un anno in cui i pochi soldi di sempre sono volati via risucchiati dai mutui, dalle spese alla Coop e da Lidl,dal corso di nuoto del grande (il piccolo non ha ancora cominciato), le bollette che le sottoscrivi a 19 euro al mese e ne arrivano sempre 79 di euro da pagare non si capisce mai il perchè. Purtroppo quest'anno ci siamo anche abbastanza ammalati e questo è male perchè ognuno di noi sà cosa voglia dire andare in farmacia (una follia), pagare i servigi di un dentista (fantascienza), curare la colite spastica che poi ti ritorna perchè non hai più un soldo e ti si riaccende pure l'ulcera come fosse la fiaccola olimpica. Ovviamente la lista è molto più lunga, fitta ed angosciante, ma per amore del lettore, taccio, interrompo e la pianto qui. Fatto sta che dopo un lungo inverno che si è mangia...

Posti di lavoro e progetti futuri

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Sto vivendo un momento difficile, un momento duro, doloroso, affannoso, spaventoso. Ho molte cose da dire a questo proposito, ho molto da raccontare su questo male che mi opprime il respiro, il sorriso, che mi impedisce un passo leggero, un passo che sia semplicemente un passo e non una traversata transoceanica. Però non ne ho voglia, non ho voglia di stare male e non ho voglia di parlarne, quindi non lo farò, voglio lasciare il fango fuori di qui almeno per stasera. Allora scriverò di alcune chiacchiere con i miei figli che mi girano intorno alla testa mentre purtroppo sono sdraiata a letto, sempre malata, sempre debole, sempre barcollante. Chiacchierando sul lettone con i miei bambini maschi e triviali, una di queste sere nuvolose e sfilacciate come zucchero filato inquinato, affrontiamo temi impegnativi e filosofici del tipo: "cosa fà il pompiere mamma?" "spegne gli incendi, salva le persone rimaste intrappolate, sfonda le porte delle signore che hanno chiuso c...

Tempo

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Il tempo non è un tempo, è un rotolare di fatti, una serie infinita di respiri che ignori, il fare, il correre, l’affannarsi, un tempo è quello che ti capita e quello che ti colpisce d’improvviso, il tempo sei tu e la vita che spingi chissà verso quale direzione. Il tempo è qualcosa di potente che sfugge al tocco, alla consapevolezza. Tanti anni fa, in questi giorni ho visto dei video di quando ero ragazzina che lo possono provare, era l’età in cui avevo tempo. Avevo ancora un sacco di tempo per fare, per diventare, per scegliere. Non lo sapevo a quel tempo di avere ancora tanto tempo, sapevo solo di avere il tempo che avevo davanti, quel tempo lì di fronte ai miei occhi, non pensavo a lui, ero nel tempo in cui avevo tempo e non lo sapevo. Si può perdere tempo? E se lo si perde, si può ritrovarlo dopo? A quel tempo vivevo e basta. Vivevo ignorando il tempo ed ora vivo e non ho più tempo. E’ finito il tempo, non c’è più tempo. Eppure vivo ancora mangiando altro tempo, continua...

L'uomo che piantava gli alberi, al parco

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Solito parco, solito chiasso, soliti figli che partono a razzo verso lo scarico energetico pomeridiano. I miei figli si lanciano nel parco, sulla terra di pini e polvere come se fossero stati sputati via da un cannone. Io arranco trascinandomi dietro una stanchezza strana, che mi si è infilata nei posti più reconditi, posti che non ricordo neanche più dove sono collocati. All'improvviso sento una voce che dice:"il gioco delle carte è un gioco di logica, roba di intelligenza alta, cosa sopraffina",l'uomo che emette codesta frase parla con altri uomini assisi sulle panchine sderenate del parco romano (altrimenti non sarebbero sderenate). Io incrocio il suo sguardo guizzante e gli sorrido senza esitazioni (sorrido quasi sempre senza esitazioni)lui allora mi dice:"l'ho detta grossa eh signorì?". "assolutamente no, anzi pensavo proprio che stava dicendo una grande verità e che ha ragione da vendere" "meno male và, se una bella signora mi d...