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I fiori e le cicche

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Quando sei arrivato, nel mio giardino c'erano tantissimi fiori colorati, esplosivi, disordinati, di tante forme, di varia origine. Erano fiori appena sbocciati, qualcuno era solo ancora una gemma, una bellissima gemma turgida e fresca, giovane e brillante. Quando sei arrivato, il mio giardino era caotico, abbandonato, non curato, confuso, straripante, esagerato, selvaggio. Il mio giardino non assomigliava ad altri giardini, era più rumoroso, meno geometrico, con radici fragili, esposto al vento, il mio giardino era capace di illuminarsi anche di notte, non c'erano orari perchè brillasse o vibrasse al suono dei grilli d'estate. Quando sei arrivato, nel mio giardino, hai iniziato a gettare cicche in tutti i vasi. Uscivi in giardino e spegnevi le tue sigarette direttamente sulla terra e sulle foglie, schiacciavi il tuo filtro succhiato, fino a seppellirlo in fondo, lanciavi cicche fino a coprire interamente i fiori, la corolla, il pistillo, il vaso, i cespugli tutti. L...

Non ti sei stancato amore

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La stanchezza calda e liquida le arrivava direttamente dietro al collo, si allungava sulla sua nuca come fosse una mano aperta e pressante, la spingeva verso il basso e l'annientava nel quotidiano annaspare della sua esistenza. Era stanca sempre, appena sveglia, nel pomeriggio, la sera. Spine negli occhi le annacquavano la vista, il respiro era sempre corto e di nessun conforto, il corpo un nodo di dolori e tensioni. Incontrarlo era un balsamo, un fresco balsamo che la consolava, la scuoteva, la risvegliava, frenava le contrazioni della sua bocca, massaggiava i suoi intrecci induriti. Fra le sue braccia era difesa, desiderata, protetta, ascoltata, scaldata dai brividi della notte che le coprivano la pelle. Fra le sue braccia era un uccellino palpitante, una donna sicura, una madre straripante d'amore, una bambina divertente, una figlia smarrita. Appena lo vedeva riusciva ad abbandonarglisi senza più difese, potevano parlare per ore, raccontarsi ed amarsi, passando da un...

Scuola guida

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Pioveva e pioveva di un maggio instabile, caldo e gelido, nuvoloso e pieno di vento, calmo e pieno di incertezze,sano come un pesce e malato moribondo, se l'era ritrovata davanti non appena aveva imboccato la strada principale,era una macchinina bianca lucida nuova.. Pioveva e pioveva, sul retro della macchina che si era trovata davanti c'era scritto "scuola guida" ed allora lei, come sempre, aveva iniziato a scalpitare, per la solita fretta, a testa bassa nella quotidiana corsa, con il piede pesante sull'acceleratore come ogni giorno, poi aveva smesso di scalpitare, aveva interrotto le imprecazioni e l'aveva dolcemente seguita quella macchinina lenta. In silenzio era restata dietro a quella macchina dell'autoscuola, ed aveva iniziato ad osservare ogni singola mossa della ragazza alla guida, era una ragazza, la vedeva impressa nello specchietto retrovisore, giovanissima, capelli lunghi, occhi spalancati, spaventati ed attenti, rapidi movimenti del coll...

Ancora

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La musica mi passa attraverso, gettata a fiotti nelle orecchie, raggiunge lo stomaco, il cuore, la pancia. Ho spesso immaginato i miei organi dentro, non assomigliano ai pezzi estratti dai cadaveri, sono una cosa mia, ancora viva, rossa, pugni di cellule e sangue, battiti e spasmi disordinati, pesci palla trasparenti ed irrorati. All'università ci hanno detto di tenere vivi il cervello ed il cuore, di affamarli e poi saziarli, di strapazzarli, sorprenderli e scuoterli, ci hanno insegnato che è bene amarli con passione e strazio, con stupore, strappo e dolore. Ho imparato che la morte mi prenderà quando non avrò più voglia di salire, di vedere cosa c'è più in là, di assaggiare l'acqua fresca, di immergermi in mare, di amarti di nascosto dal mondo ma tanto sinceramente di fronte a me stessa. Ho capito che morirò quando non cercherò un'altra strada, una terza opzione, la fuga dalla fila, il riparo dalla routine, i calci all'obbedienza, morirò quando sarò troppo s...

L'acqua calda

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Nell'acqua calda il tuo peso era ancora più leggero, sentivo premere appena la tua nuca sul mio braccio, guardavo i tuoi occhi socchiusi e sentivo il rumore dolce dell'acqua mossa dai nostri corpi. Per un tempo preciso quello è stato il posto giusto, poi non lo è stato più, il desiderio ci ha trascinati fuori, una corsa fino a casa nostra. Non ci serviva il cibo, nè il vino, ma quel fuoco morbido nel camino, la notte che avanzava sulla collina, i gatti addormentati sugli scalini caldi del sole del giorno. Il tuo maglione ad appoggiarci la testa, mi riparavi dal vento, la panchina sull'orizzonte, voltare la mia guancia e sfiorare la tua pancia sotto ai vestiti, raccontavi di voi, di tanti anni fa. Le curve erano molte, i piedi sui sedili della tua auto, la musica che hai scelto in una vita, compreso oggi, compresi noi. Quando ci sono gli altri mi nasconderei addosso a te, appena dietro le tue spalle, "mandali via" mi verrebbe da dirti. I sogni rovesciati su...

Primavera un'altra volta

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La confusione mi sospinge, i pensieri si intrecciano, il sonno si addensa negli occhi, dietro il collo, dentro alle giunture. Una spinta indecifrabile verso un obiettivo poco chiaro. Tu, vorrei farti assaggiare la mia pastiera, ma poi ti piace la pastiera?io mica lo so. Giornate di paura e smarrimento, dolore aggrappato alla carne, ai muscoli, ai nervi. Notti agitate, aria che cambia ma non sono serena per farci davvero caso, per aprire la bocca e prendermi boccate di vento tiepido. Il freddo molla la morsa, il tempo scorre via con una velocità bruciante, lascia il segno escoriato sulla pelle. Vorresti portarmi, vorrei portarti. Massaggiami ancora, ti offro la mia schiena, tue sono le mie natiche, su di te cadono i miei desideri, annusa il mio respiro, nei miei sogni cammini sempre, ti muovi, ci sei. Il cane femmina si riprende il mio odore dalle tue mani, la cioccolata mangiata insieme è più morbida, più gustosa ed avvolgente, dormire mi farebbe bene, nuotare mi farebbe bene...

La gioia e la pena

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In un abbraccio ti ritrovo, non serve niente altro, non uno spazio, non un tempo da far passare, ti ritrovo subito. Passano settimane, sono passati anni, mesi si sono accumulati nel nostro spazio in mezzo, ma niente cambia, eccoti qui con me, fra le mie braccia. Ed allora riparte quella miscela, mi stordisce come alcol mai bevuto, mi rende lucida come una meditazione profonda, mi rende me stessa come la migliore delle analisi. La miscela ha i nostri odori,la forma delle nostre pance che combaciano,la miscela è fatta di mani strette, di ginocchia piegate, di carezze mai stanche. Cercarti, quando sei con me, è il mio unico scopo, cercarti nella barba, nel collo, nel petto, nella striscia calda della tua pancia, nella tua voce che seguo ad occhi chiusi percorrendo i labirinti delle cose che mi racconti, il tuo tono morbido che mi comunica dove sei, i suoni della tua gola che misurano il battito del tuo desiderio ed io imparo a conoscerlo ogni minuto di più. Cercarti sempre, non app...