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Ancora

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La musica mi passa attraverso, gettata a fiotti nelle orecchie, raggiunge lo stomaco, il cuore, la pancia. Ho spesso immaginato i miei organi dentro, non assomigliano ai pezzi estratti dai cadaveri, sono una cosa mia, ancora viva, rossa, pugni di cellule e sangue, battiti e spasmi disordinati, pesci palla trasparenti ed irrorati. All'università ci hanno detto di tenere vivi il cervello ed il cuore, di affamarli e poi saziarli, di strapazzarli, sorprenderli e scuoterli, ci hanno insegnato che è bene amarli con passione e strazio, con stupore, strappo e dolore. Ho imparato che la morte mi prenderà quando non avrò più voglia di salire, di vedere cosa c'è più in là, di assaggiare l'acqua fresca, di immergermi in mare, di amarti di nascosto dal mondo ma tanto sinceramente di fronte a me stessa. Ho capito che morirò quando non cercherò un'altra strada, una terza opzione, la fuga dalla fila, il riparo dalla routine, i calci all'obbedienza, morirò quando sarò troppo s...

L'acqua calda

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Nell'acqua calda il tuo peso era ancora più leggero, sentivo premere appena la tua nuca sul mio braccio, guardavo i tuoi occhi socchiusi e sentivo il rumore dolce dell'acqua mossa dai nostri corpi. Per un tempo preciso quello è stato il posto giusto, poi non lo è stato più, il desiderio ci ha trascinati fuori, una corsa fino a casa nostra. Non ci serviva il cibo, nè il vino, ma quel fuoco morbido nel camino, la notte che avanzava sulla collina, i gatti addormentati sugli scalini caldi del sole del giorno. Il tuo maglione ad appoggiarci la testa, mi riparavi dal vento, la panchina sull'orizzonte, voltare la mia guancia e sfiorare la tua pancia sotto ai vestiti, raccontavi di voi, di tanti anni fa. Le curve erano molte, i piedi sui sedili della tua auto, la musica che hai scelto in una vita, compreso oggi, compresi noi. Quando ci sono gli altri mi nasconderei addosso a te, appena dietro le tue spalle, "mandali via" mi verrebbe da dirti. I sogni rovesciati su...

Primavera un'altra volta

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La confusione mi sospinge, i pensieri si intrecciano, il sonno si addensa negli occhi, dietro il collo, dentro alle giunture. Una spinta indecifrabile verso un obiettivo poco chiaro. Tu, vorrei farti assaggiare la mia pastiera, ma poi ti piace la pastiera?io mica lo so. Giornate di paura e smarrimento, dolore aggrappato alla carne, ai muscoli, ai nervi. Notti agitate, aria che cambia ma non sono serena per farci davvero caso, per aprire la bocca e prendermi boccate di vento tiepido. Il freddo molla la morsa, il tempo scorre via con una velocità bruciante, lascia il segno escoriato sulla pelle. Vorresti portarmi, vorrei portarti. Massaggiami ancora, ti offro la mia schiena, tue sono le mie natiche, su di te cadono i miei desideri, annusa il mio respiro, nei miei sogni cammini sempre, ti muovi, ci sei. Il cane femmina si riprende il mio odore dalle tue mani, la cioccolata mangiata insieme è più morbida, più gustosa ed avvolgente, dormire mi farebbe bene, nuotare mi farebbe bene...

La gioia e la pena

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In un abbraccio ti ritrovo, non serve niente altro, non uno spazio, non un tempo da far passare, ti ritrovo subito. Passano settimane, sono passati anni, mesi si sono accumulati nel nostro spazio in mezzo, ma niente cambia, eccoti qui con me, fra le mie braccia. Ed allora riparte quella miscela, mi stordisce come alcol mai bevuto, mi rende lucida come una meditazione profonda, mi rende me stessa come la migliore delle analisi. La miscela ha i nostri odori,la forma delle nostre pance che combaciano,la miscela è fatta di mani strette, di ginocchia piegate, di carezze mai stanche. Cercarti, quando sei con me, è il mio unico scopo, cercarti nella barba, nel collo, nel petto, nella striscia calda della tua pancia, nella tua voce che seguo ad occhi chiusi percorrendo i labirinti delle cose che mi racconti, il tuo tono morbido che mi comunica dove sei, i suoni della tua gola che misurano il battito del tuo desiderio ed io imparo a conoscerlo ogni minuto di più. Cercarti sempre, non app...

Le mie scarpe

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Ho un armadio pieno di cose, mi piacciono i vestiti, ho jeans, maglioni sdruciti, tute slabbrate, camicette bon ton, pantaloni a palazzo, gonne a condominio, cappottini presi alle svendite di fine stagione, abitini floreali, outfit total black, camicie stile boscaiolo, detesto qualsiasi cosa sia animalier, i maculati tutti, le esagerazioni nelle varie direzioni, non mi piacciono le borchie, le cose di marca, ho tanti abiti da cocktail e nessun cocktail, tanti vestiti adatti ad una cerimonia ma nessuna cerimonia, qualche minigonna coraggiosa, rari pantaloni larghissimi per i periodi di bassa autostima o di lucidità estrema, la vita è sempre una questione di punti di vista. Nel mio armadio ci sono cassetti che straripano di calze e collant di varie fogge e colori, le amo, amo persino l'odore che hanno appena scartate, ne amo addirittura il profumo che si sente nelle mercerie destinate alla vendita di tali articoli. Ho però un forte debole, ed il mio vero debole sono le scarpe. N...

Resterei

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La mattina resterei a casa. Attenderei il sole guardando dalla finestra, osserverei i segni del freddo sugli alberi di fronte, mi siederei sul letto davanti ai vetri leggeri della mia camera. Sorseggerei il mio caffè, che non bevo mai tutto in un sorso, ci impiego un sacco di tempo, ci impiegherei ancora più tempo. Non farei altro che aspettare, aspetterei. Aspetterei che il condominio si svuotasse, si azzittisse, mi sdraierei nel letto, sotto alle coperte che sarebbero ancora tiepide della notte, metterei la mia musica, aprirei il libro nel quale ho lasciato un angolo piegato, ricomincerei a leggere senza fretta, ogni tanto guarderei il cielo alla mia destra, mi stiracchierei. Semplicemente ascolterei i suoni lontani della strada piena di gente che corre e si affanna, per godere solo del fatto che per un giorno non ne farei parte. Resterei nel letto senza vestiti, per sentire la freschezza delle lenzuola sulla pelle nuda ed il peso delle coperte invernali sulle spalle stanche....

A Febbraio

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A Febbraio la morsa dell'inverno si fa a tratti più forte, rabbiosa, più impietosa, sembra non voler mollare. A Febbraio capitano giorni tanto dolci da lasciar filtrare luce e calore di primavera, profumo di fiori, migrazioni nere ed ipnotiche di uccelli piccoli e veloci, cieli azzurri puliti da attraversare slacciando le giacche, scoprendo le gole. A Febbraio sai darmi baci di uomo affamato, di amante arso dal desiderio, di padre protettivo ed attento, di ragazzino innamorato, di compagno di risate e confidenze, a Febbraio sai baciarmi tutta senza lasciare alcuna parte di me, senza farmi dimenticare nulla di ciò che sono. A Febbraio i miei capelli si allungano dal tuo ombelico al tuo collo, l'aria è fredda ma non stando attaccati, stando attaccati non fa più freddo. Uno addosso all'altro come fossimo precipitati dall'alto. Un centimetro di aria calda, ha di te ogni microscopica parte. A Febbraio, respirarla piano quell'aria, mi permette di stare ferma ad as...