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Il silenzio inutile

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A volte, vivere è un po' come quando dormi accanto a qualcuno che russa fortissimo. Non riesci a dormire, ti giri da una parte all'altra del letto, sbuffi, respiri a fondo, ti tappi le orecchie, non sai cosa daresti per un pochino di silenzio. Poi inizi a non poterne più di quel rumore assordante e della mancanza di sonno, allora fischi, emetti dei suoni assurdi con la bocca come se chiamassi un gatto lontano, e d'improvviso riesci ad ottenere il silenzio tanto agognato. Questo silenzio perfetto ha i minuti contati, speri di riuscire ad addormentarti durante questo pochissimo lasso di tempo pacifico, ma in realtà sai che fra poco verrà di nuovo interrotto bruscamente, con il solito, molesto e sguaiato rumore, allora è un silenzio come gli altri silenzi, ma non serve a niente. Neanche a dormire un poco.

Sulla ruota

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Le mani si muovono velocemente ma non le guardo. Le gambe camminano svelte ma non le seguo. Vado e vado dentro un tempo rotondo come la ruota di un criceto, stesso percorso, intensità crescente, difficile scendere e prendere fiato. Poi, improvvisamente capita che cada fuori dalla ruota, scaraventata dalla velocità, inciampata per un passo falso, una sovrapposizione di stringhe e di sentimenti, succede che capitomboli a terra, che alzi la testa e finalmente possa guardare. Da terra, da un lato, da lontano, per un dolore od un contrattempo, guardo la ruota ed il più delle volte mi fa paura, anche se è la mia ruota, soprattutto perchè è la mia ruota. Dentro alla ruota ci sono gli ostacoli che ho disseminato lungo la mia vita, le cose che non ho fatto, quello in cui non ho creduto, le occasioni perdute anche se erano fra le mie mani. Dentro al perimetro della ruota ci sono gli errori, i rimpianti, le dimenticanze, le sovrapposizioni, i malintesi, dentro c'è tutto quello che ho a...

La piccola guerriera

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Ti sei ammalata all'improvviso, come fanno tutti i malati, prima stavi bene. Però a ripensare a quando stavi bene, ci sembra proprio ingiusto, oggi che stai male. Sei una piccola guerriera e forse nessuno si aspettava che lo fossi. Per una vita ci hanno detto che eri fragile e come fragile ti hanno trattata, ti abbiamo trattata, ma mi sa che ci siamo sbagliati tutti. Sei un microbo di nonna con un muso impertinente, e fino a poco tempo fa ti sei rubata la merenda dei nipoti, riempendoti le guance e dicendo:" bhe che c'è?anche le nonne devono mangiare". Sei uscita da due operazioni difficili e lunghissime, alzando la mano per salutare i tuoi figli, li hai voluti rassicurare come prima cosa. Hai superato degenze e diagnosi tremende, batteri sanguisuga e dottori cinici. Ora hai ripetizioni in tutti gli organi, così dice la tac. Si ripete lui, non contento di essere quello che già è da solo, si ripete per invadere, e distruggere. Tu ci sei ancora, ci sono ancora...

Il tuo profumo

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Dopo otto ore di separazione causa lavoro, io ed i miei bambini ci ricongiungiamo, mio figlio piccolo mi bacia, si stropiccia, mi annusa all'altezza della pancia-seno, lì dove ora mi arriva con la sua testolina. Guarda verso il mio viso e mi dice:" mamma, lo sai qual è la cosa più bella del tuo fisico?" Rispondo io, tremando un po':"non lo so tesoro dimmi" "il tuo profumo è la cosa più bella" Ancora io: "il mio profumo, maddai, e com'è il mio profumo, che profumo ho?" Lui:" profumo di mamma"

Una specie di spinta

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Ormai ci si sveglia ogni mattina e ci si addormenta ogni sera, è una specie di spinta insopprimibile. E' come una palla al centro del costato, una palla infuocata ed ingestibile che non l'abbandona mai. Certe volte questa spinta si fa mordace, le muove il corpo, le quadruplica i passi. Questa sfera di energia inutile ed incontrollata deve essere infilata quotidianamente dentro ai suoi impegni di lavoro e famiglia. Questo tondo irrefrenabile che le si agita dentro, non ha un nome e la sua origine è quantomeno vecchia ed indecifrabile. Questa specie di spinta fortissima deve essere incastrata dentro al pranzo di fine elementari, nei compleanni, nei brevetti di nuoto, nelle visite oculistiche, nei bilanci pediatrici, nelle relazioni cliniche, nei test di valutazione, nella rata del mutuo, nella cena da preparare, nella dichiarazione dei redditi, negli scontrini della farmacia accumulati e sbiaditi . La spinta propulsiva che si nutre di sè stessa e consuma anche le sue ore ...

Oggi

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Oggi mi chiedi di infilare in valigia per il tuo campo scuola, un profumo "da uomo per favore mamma", e così il Breeze Man finisce accanto a Mimmo, il tuo orso morbido che non hai mai dimenticato. Oggi ti pettini davanti allo specchio mettendoti di profilo, aprendo il palmo delle mani e facendo delle espressioni con il viso, delle espressioni che non ti avevo mai visto fare prima d' ora, poi ti allontani dal bagno, ti siedi a fare colazione e ti incanti a guardare "Boom e reds" il cartone con i funghetti che fanno indovinare al gigante, il contenuto del loro disegno. Oggi mi spingi via poco dopo il nostro arrivo ad un raduno con i tuoi amici e poi vieni a cercarmi di notte perché hai fatto un incubo tremendo e sarebbe bello dormire un po' rannicchiato accanto a me nel lettone. Oggi mi contesti, mi gridi addosso se ti vieto qualcosa, piangi di rabbia e sbatti gli oggetti, poi mi chiedi se ti guardo mentre giochi con la pallina di carta e magari ti faccio...

Memoria

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Capita di ritornare nei luoghi dell'infanzia, capita circa trent'anni dopo, inaspettatamente, una domenica mattina di primavera, con i tuoi figli sudati e tua madre emozionata. Capita che scendi e ritrovi l'odore delle siepi, che ti investa la scia del cloro delle piscine dove hai imparato a nuotare. Capita che ti avvicini al bordo vasca e ti sembra di risentire le cose sceme che dicevate tu e tua sorella sott'acqua e che dovevate indovinare a turno. Capita che risenta sulla lingua il sapore delle lasagne della mensa e della loro millefoglie con granella di nocciole, capita di risentire il gusto dei tramezzini e della lemon soda, trangugiati dopo i bagni eterni. Capita che ti senta ancora una volta strappare i capelli dalle cuffie di plastica rossa,50 lire in una busta trasparente, da infilarsi in testa cariche d'acqua come gavettoni per poi sistemarle con le dita, 1500 lire per quelle di stoffa ma era raro potersi permettere un lusso così. Capita che cammin...