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Disabile emotiva

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Sono diventata una disabile emotiva, un'incontinente sentimentale. Mi affido, mi lego, mi ribello e divincolo. Fuggo, nascondo la faccia e le mani, poi esco dal buio, mi rialzo, guardo la luce, riprendo a camminare e ricado. Il benessere ed il peso, il sollievo ed il dolore, lo slancio e la paura, l'avanti e l'indietro, la protezione ed il soffocamneto, la cura e la dimenticanza, la leggerezza e la colpa, il sesso e la solitudine, l'esposizione a petto aperto ed il nascondiglio del cuore, il coraggio e la meschinità, il rischio e la sicurezza, la spinta e la repulsione. Su una giostra folle, la mia, sono tutto, sono qualunque cosa, sono vicinissima e lontana,sono nessuno, sono tutti, sono lui, sono lei, sono niente.

Un'altra estate

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Se l'amore fosse la somma esatta risultante da numeri aggiunti, corretti e giusti, sarebbe perfetto. Se l'amore fosse quello più quello uguale questo, non ci sarebbero intoppi. Se l'amore fosse matematica che da secoli non è un'opinione, filerebbe tutto liscio. Certamente però, non sarebbe amore. Non lo so davvero se esista in senso stretto qualcosa di tanto grande come amare, quanto sia una proiezione di noi, uno specchio nel quale riconoscerci, un'allucinazione a due, un bisogno disperato, una convenzione sociale, un'epidemia molesta di libri, film e canzoni. Non capisco davvero quale possano essere le coordinate reali di un amore. So solo che ogni volta che ho voluto crederci, poi non è accaduto. Mi sono comportata da innamorata, ho detto e fatto cose da innamorata, ho sentito emozioni assimilabili all'innamoramento ma non lo ero infondo a me, dentro a quel cumulo nero che non conosco bene, quella voragine che sono io, quella donna di trentanove...

Ambulanze e condomini

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Domenica di sole, profumi di arrosti e pranzi migliori, la sirena dell'ambulanza inconfondibilmente vicina, troppo vicina. La sirena dell'ambulanza esattamente sotto casa nostra, il suo sibilo assordante si ferma, il camioncino bianco e rosso si blocca, si aprono gli sportelli, ne fuoriesce lo sferragliare di una lettiga, gli infermieri rapidi. Lentamente siamo tutti sui balconi, uno di fronte all'altro, i due palazzi paralleli, gremiti di persone alle finestre, ci guardiamo. Alziamo ed abbassiamo le teste come per un appello silenzioso senza dirci nulla, come per contarci, riconoscerci: secondo piano con figli piccoli presenti, la tassista dell'attico presente, piano terra con signora anziana presente, terzo piano con neonata presenti, coniugi pensionati pulitori affiatati e sincronizzati presenti, uomo fissato con la sua macchina e la pasta abrasiva presente, noi presenti. Nessun suono riempie più l'aria, siamo tutti in piedi come quando entrava il preside in...

Lacrime di tartaruga

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Che strano piangere senza volerlo. Era una sensazione buffa, come quando le si erano rotte le acque per partorire il suo primo figlio: usciva da lei con violenza, qualcosa che non era affatto in grado di trattenere. Sul divano di pelle della psicoterapeuta era un pò così. Aveva iniziato a piangere mentre raccontava, aveva provato a rificcare le lacrime dentro di sè con le unghie, spingendo il naso, inspirando, ma quelle erano testarde e volevano fuggir via dai suoi occhi, abbandonare quel sacchetto lacrimale e rigenerare nuove lacrime che chissà quando le sarebbero nuovamente spuntate fuori, in quale occasione. Era strano stare di fronte alla sua terapeuta e piangere. Era strano piangere di fronte a qualcuno che non ti può abbracciare o accarezzare il viso. Era strano piangere davanti a lei, alzarsi e pagare. Era strano poi, trovarsi fuori nel sole, a camminare senza più quel segreto sulla pancia, lasciato lì sopra al tavolinetto basso, vicino alla tartaruga di terracotta. N...

Aspirante medico

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Da piccola sognavo di fare il medico. In ordine cronologico ho sognato di fare:la macellaia, la ballerina, la madre teresa di calcutta, la strizzacervelli, l'attrice drammatica, la scrittrice drammatica, la cabarettista, la neurologa, la psicoterapeuta di coppia. Però il ricordo più forte e vivido è quello del desiderio di diventare medico. Volevo fare il dottore per poter scrivere con quelle penne panciute e scorrevoli sul ricettario gonfio, rosa e liscio, mettere il timbro con un gesto secco, riporre la penna nel porta penne con la scritta AUGMENTIN 500, dire lentamente mentre il paziente ti ascolta in religioso silenzio:" allora lei adesso MI fa, questo e questo prima di pranzo e cena" anzi avrei detto "prima dei pasti", sognavo di poter chiudere la visita con un: "mi raccomando signora, mi faccia sapere come va" tendendo la mano, non vedevo l'ora di giocherellare con la penna-lucetta, di profferire la frase:" dica trentatrè" e s...

Le scarpe nuove e l'aereo

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Quando compro delle scarpe, le indosso subito. Lo facevo con le ballerine lucide da bambina, l'ho fatto con le scarpe da ginnastica da ragazza, lo faccio ora con i tacchi da donna e magari lo farò con le calzature ortopediche da vecchia. Le scarpe nuove mi fanno venire l'acquolina alla bocca, finchè potrò comprare un paio di calzature intonse ed appena scelte, tutta questa storia del vivere mi sembrerà più sopportabile. Non prendo mai la scatola delle scarpe fra le mani per portarla mestamente a casa, non la ripongo nell'armadio, non vado ad aprirla per guardare le scarpe nuove di tanto in tanto. Non continuo ad indossare quelle vecchie aspettando che si facciano ancora più vecchie. Non mi è mai capitato di acquistare e venerare un oggetto, non voglio guardarlo, voglio indossarlo, usarlo, consumarlo, viverlo, starci dentro. E adesso vorrei fare un viaggio perchè non ne faccio uno da troppo tempo, non tanto per la voglia di scoprire nuovi luoghi, incontrare gente...

Ingredienti e trionfo di frutta

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Del menù degli sposi ho sempre atteso il trionfo di frutta. Detesto le torte, ancor di più il pan di spagna. Ho due figli, 64 chili un'altra volta, due seni entrambi terza misura, 40 di piede specie per le scarpe da ginnastica, una seconda taglia per quanto concerne le calze, nonostante abbia da sempre comprato una terza, un caos interno difficile da quantificare, dei piatti bianchi avorio spaiati, un muro di libri, una manciata di denti storti,due cosce linfatiche, un sedere da femmina anzi da due femmine messe insieme, un olfatto fortissimo ed imprescindibile per qualsiasi scelta debba compiere, un'adenoma alla colecisti che ho chiamato Peppino,una pasticca di vitamina C a digiuno, una sideremia penosa,una psicologa di nome Anna, una bicicletta viola, forte idiosincrasia per chiavi e carte da gioco, notevole instabilità sui tacchi, tendenza alla tachiaritmia avente tre cause etiologiche ancora ex equo e quindi non accreditate, numerosi mal di testa, freddo post prandial...